I Viaggi di T2R, Itinerari, Slideshow Home — 19 ottobre 2006 23:30

SPAGNA – dalla Francia al Portogallo!!

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Tanti possono essere i motivi che spingono un motociclista a intraprendere un viaggio, la voglia di avventura, percorrere strade magnifiche oppure godersi in libertà il tragitto da una città all’altra. Questo nostro viaggio si può dire sia una miscela (a parte la voglia di avventura che è quasi sempre insita nel motociclista) di questi ingredienti, infatti, abbiamo alternato giorni di puro piacere motociclistico ad altri dove l’obbiettivo era quello di raggiungere la meta. Ne è nato un viaggio interessante che ci ha portato sulla costa atlantica della Francia per poi attraversare tutta la penisola iberica!! Iniziamo con ordine, la prima parte si svolge in territorio Francese fino alle coste dei Paesi Baschi.

Francia

Il tragitto di oggi prevede una prima parte in autostrada che, presi dall’entusiasmo, divoriamo velocemente fino ad Asti per poi raggiungere Cuneo e immetterci sulla E74 per Limone Piemonte.Iniziamo così ad assaggiare i primi rilievi Francesi con il Col di Tenda; i curvoni larghi ci portano velocemente in cima ma non sono niente d’esaltante, la parte francese è decisamente meglio. Oggi raggiungeremo Marsiglia, siamo ospiti a casa di Julie che è al seguito con noi e alla fine di questa cavalcata ci sarà una bella piscina come premio!! Ci addentriamo ancora, vogliamo goderci questo caldo sole nel continuo sali e scendi delle Alpi Marittime così di seguito conquistiamo Col de Brouis , Col de Turini (gioie e dolori di molti ciclisti) che, per fortuna, a noi regala solo momenti veramente piacevoli e infine Col de Toutes Aures.

L’idea di sguazzare nell’acqua si sta radicando sempre più velocemente nelle nostre menti e, poichè non vogliamo rimanga solo un miraggio, decidiamo di spostarci sulla costa!! Six Fours la Plage (Marsiglia)-tardo pomeriggio: bagno in piscina e grigliata alla sera in giardino, se il buon giorno si vede dal mattino questa vacanza inizia con i numeri giusti.

Dopo una sostanziale colazione a base di croissant e pain ou chocolat, salutiamo e ringraziamo per l’ineguagliabile ospitalità. Siamo diretti verso il Massiccio Centrale dove attraveseremo il Canyon…..fino a raggiungere Vers.

Lo stato del mototurista è difficilmente spiegabile se non lo avete provato prima. Con un’andatura allegra (quanto basta per godere di questi sentieri), gli occhi in un continuo zig zag (per poter riempire tutti gli spazi che questo panorama ci offre) e con la mente sempre impegnata in chissà quale elucubrazione, sempre oltre le curve e sempre oltre l’orizzonte ci sentiamo pienamente immersi in questo status! Strano a dirsi ma la sosta, dopo tanto viaggiare, assomiglia a qualcosa di poco naturale, necessaria più per i bisogni fisiologici o per la sacrosanta sigaretta che per la mente, quindi…quattro chiacchiere e di nuovo in sella.

Attraversiamo paesini di montagna che appaiono come cartoline giganti ai nostri occhi, vallate dove il monocromatismo verde sembra riuscire ad assumere tutte le più infinite sfumature. Saliamo e risaliamo, pieghiamo e ripieghiamo una danza nauseabonda controlla con inspiegabile destrezza ogni nostro movimento, come piccoli cercatori di linee e traiettorie seguiamo queste pennellate grigie che si stingono nell’orizzonte verde del Massif Centrel. Siamo a valle ma, ancor prima di avere ripreso conoscenza di tutti i nostri sensi, ci ritroviamo di nuovo in una Foresta incantata che, con i suoi prati verdi e alberi secolari, ci accompagnerà fino a Vers. Il nostro albergo è un discreto alloggio adagiato sulle rive del torrente Lot, fa parte della catena dei Logis de France(www.logisdefrance.com) e in più è dotato di piscina. Anche oggi, scaricati i bagagli, un tuffo in acqua non ce lo nega nessuno!!!

Meta di oggi è BIARRITZ!!! Le strade verso la costa atlantica cambiano ritmo e sinuosità, le curve piano piano si allungano sino a lasciare il posto ad un nastro d’asfalto dritto come un fuso che , seppur noioso, si srotola lungo le dolci colline dell’Aquitania. Ormai siamo a pochi km da Biarritz e ce ne accorgiamo subito, file interminabili di automobili si intersecano per arrivare in uno dei luoghi più battuti dei Paesi Baschi francesi. Il paese è un continuo via vai di persone, un insieme di luci e colori e questo ci piace molto. Anche se la recettività è molto buona, la domanda di alloggio è smisurata, fortunatamente abbiamo prenotato preventivamente l’albergo dall’Italia, hotel Barnetche, accogliente poco distante dalla Gran Plage -unico neo- abbiamo dovuto “scegliere” una coatta mezza pensione!
Dopo quasi 1800 km ci concediamo una pausa di tre giorni dove l’ozio e il relax fanno da padroni e le ore trascorrono piacevolmente tra Gran Plage (un incontenibile brulicare di persone),shopping, bagni al mare. Biarritz è una tappa obbligata per i fanatici del surf perchè il vero protagonista è l’oceano; ci lascia di stucco, grande, imponente, muscoloso: i cavalloni si schiantano sulla baia con un tale fragore che rimaniamo basiti dalla nostra impotenza! Col passare dei giorni prendiamo sempre più confidenza con l’oceano che ora affrontiamo di “petto” (nel vero senso della parola) sempre sotto lo sguardo vigile dei bagnini (che sono ovunque) e ogni passeggiata ci regala tutte le volte angoli sempre suggestivi. Riposati, divertiti e anche un po’ abbronzati siamo pronti per riportare i nostri pneumatici in terra iberica e lo facciamo attraversando la parte di Pirenei che ancora ci mancava.

Spagna(www.turismospagnolo.it)

Siamo in Spagna nella regione della Navarra, qua i pendii sono molto più blandi di quelli passati nello scorso viaggio ma, in ogni modo, sempre piacevoli. Siamo costretti a pernottare all’interno poiché il problema dell’alloggio continua anche sulle spiagge basche spagnole e cosi attraversiamo la Castilla y Leon fino a raggiungere Valladolid! Paese, ad una prima occhiata, interessante ma con molta meno vita rispetto ai precedenti. Ci raccontano che questa è una città universitaria e durante l’estate, come è logico che sia, si svuota. Consumiamo una luculliana cena a “la Balconada” lungo una delle principali vie del centro prima di svagarci qualche ora in un locale affollato dagli autoctoni rimasti per il lavoro poi quattro passi per tornare al non centralissimo hostal da noi scelto ma pulito e economico. Oggi torniamo nella capitale passando per alcuni luoghi degni di nota.
I primi due sono il castello di Penafiel e, a Medina del campo, il castello de la Mota, uno dei più grandi della Castilla. Ottimamente conservati sono un’ indelebile presenza di un popolo arroccato contro gli arabi invasori, ultima, ma non per questo meno affascinante, SEGOVIA.
Questo paese è stato nominato patrimonio mondiale protetto dall’UNESCO e sinceramente non è difficile capire il perchè. L’entrata alla città si presenta subito con un portale magnificamente lavorato, attraversato il quale si raggiunge velocemente la piazza principale (naturalmente Plaza Major), un vero gioiello sul quale domina la splendida cattedrale gotica. Nella parte più occidentale si eleva l’alcazar e come ultima perla il maestoso acquedotto romano!! Arriviamo di giovedì e nel mezzo della piazza ci ritroviamo un sorprendente quanto vivace mercato. Siesta, bocadillo e visita all’alcazar…..un incanto, il nostro consiglio è di visitarlo sia per le sale affrescate e piene di fregi e arazzi sia per l’impareggiabile paesaggio della città di Segovia e dei suoi dintorni che si gode da in cima alla torre! Dopo una serie di foto, foto e foto……via si riparte verso il nostro già conosciuto e centralissimo albergo di Madrid, leggermente in ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia ma la sosta ne è valsa veramente la pena! Ancora una volta nel cuore della Spagna, ora la città ci sembra più familiare; le vie, i palazzi e i monumenti sembrano salutarci e camminare per i quartieri sembra cosa molto familiare. Un cielo terso e un caldo invitante ci spingono a fare un giro sui famosissimi quanto turistici “sight seeeing”, per chi non li conoscesse sono gli autobus senza tetto dotati di cuffie con guida audio. Dopo una rinfrescata di ville palazzi vie monumenti e piazze decidiamo, psicologicamente preparati, di affrontare la visita di uno dei 3 grandi di Madrid: il museo Reina Sofia. A spingerci è stata la curiosità di vedere uno dei più famosi quadri di Picasso, il Guernica, ma, una volta all’interno, ritrovaci tra pop art, surrealismo e monocromatismo è stato molto piacevole!! Questi e molti altri ancora sono i numeri per cui vale la pena di visitare Madrid, una città che ti affascina e sorprende ogni volta che ci metti piede e che ti lascia quel sapore in bocca che, come i cibi migliori, aspetti con ansia la prossima volta che tornerai ad assaporarli.

Portogallo(www.portugal.org)

Così ci ritroviamo ancora una volta con una città alle spalle e un’altra pronta a spuntare da dietro il nostro cupolino e ogni volta è sempre come la prima, la stessa voglia di macinare km, lo stesso entusiasmo di vedere terre non conosciute e la stessa bramosia di incontrare persone di cultura differente. Questo è sicuramente il pregio più apprezzabile del viaggio itinerante che, per quanto ci riguarda, oggi ci porterà fino all’estremo capo dell’Europa occidentale, il Portogallo. La sgroppata si limita a 650 km, tanti ce ne vogliono per raggiungere Lisbona ma con il vantaggio di poter guadagnare un’ ora grazie al fuso orario!! Il viaggio, apparentemente tranquillo, è alquanto massacrante causa una calura indescrivibile (oltre 40°) che pervade l’ Extremadura, una delle regioni più “desertiche” della Spagna, km e km di campi e pianure, senza la presenza di un’abitazione, unica distrazione alla monotonia è il volo radente di un aereo che “innaffia” le coltivazioni. L’entrata in Portogallo passa quasi inosservata, a stento ci accorgiamo del cartello con le dodici stelle che ci ricorda che anche questa nazione fa parte dell’UE, la differenza sostanziale è solamente data dall’autostrada a pedaggio e dalla benzina più cara rispetto alla Spagna (quasi lo stesso prezzo dell’Italia)!

L’arrivo a Lisbona è sancito dal passaggio sull’imperioso ponte intitolato a “Vasco de Gama”(uno dei più lunghi d’Europa); la città si presenta sotto una strana luce riflessa dalle placide acque del fiume Tejo.
L’ostello prenotato( Albergaria Chille), oltre ad avere un prezzo molto conveniente, si presenta confortevole, ben pulito e con ottime camere. Il quartiere nel quale si trova è di quelli rionali e ci appare in tutto il suo folklore, con bandiere del Portogallo appese ad ogni finestra, peccato però che per raggiungere il centro ci vogliano almeno 15 minuti a piedi.
Subiamo un certa attrazione da Lisbona che ai nostri occhi appare con tutto il fascino e lo splendore della antica città imperiale ora in decadenza: il rossio, la baixa, plaza del mercado, plaza figuera ridondano dei fasti di una civiltà un tempo conquistatrice e ora piegata alle difficili leggi dell’economia e del mercato mondiale. Il giro per la città offre occasioni piacevoli sia dal punto di vista panoramico sia dagli angoli più angusti. Raggiungiamo il quartiere povero dell’ Alfama, dove sorge il Castelo de Sao Jorge, antica postazione di osservazione. Da qui si gode la vista dei quartieri antichi, la parte più singolare e arabeggiante, fontane, scalinate, tortuosi vicoli dove respirare la vera “atmosfera”, ricca di contrasti, di Lisbona. Infatti, a viuzze strette quanto claustrofobiche, contornati da palazzi che assomigliano a mosaici in stile arabo, si alternano larghi spiazzi che dominano la città oppure accanto a negozi di recente costruzione troverete antiche botteghe o taverne dove la sera si canta il fado, vero spirito malinconico e appassionato di Lisbona. Altre emozioni si scatenano quando entriamo nel bairro alto, il “quartiere alto”, dove locali e gente creano un insieme quasi indissolubile; è un continuo sali scendi, fuori e dentro, un bivacco a tempo indefinito che si consuma ad ogni angolo, una piccola babilonia con un unico denominatore comune: conoscersi. La passeggiata ci porta fino al quartiere di Belem dove si trova il famoso Padrao do Doscombrimentos,monumento che celebra le grandi scoperte.
I giorni a nostra disposizione sono terminati, trascorsi in modo talmente veloce che quasi non ci crediamo, dentro di noi rimangono immagini indelebili emozionante e passionale come il suo popolo.

ancora Spagna

Ora ci spingiamo a sud lungo la A2 che sfiora appena l’Algarve, regione del Portogallo famosa per i suoi colori, poi tagliamo su una statale, con la quale le nostre moto, da troppo tempo costrette ad autostrade senza fine, riprendono confidenza con le curve. Questa ci porta attraverso i paesi di Beja, Serpa,Villa verde de Ficalho (l’ultimo in Portogallo) fino a Jabugo(Spagna), qui, complice l’orario o forse la sensibilità per la buona tavola insita nei nostri cromosomi emiliani, decidiamo per una siesta e uno spuntino e, inconsapevolmente, non potevamo scegliere posto migliore perchè a Jabugo si produce uno dei prosciutti più buoni della Spagna considerati i più prelibati al mondo!! Ci fermiamo al “Museo de Jambon”, una macelleria all’ingrosso dove, attratti dai profumi di questa carne improvvisiamo una Tapas con i proprietari, due simpatici signori che ci offrono (e ripeto offrono) ogni tipo di insaccato…..fantastici e gentilissimi. Ripartiamo, compiaciuti per il nostro fiuto, alla volta di Sevilla che raggiungiamo poco dopo. Troviamo velocemente il nostro ostello, Dona Feli (www.sol.com), un pò lontano dal centro ma molto curato e con parcheggio privato….vamos vamos una rinfrescata e siamo già per le vie del centro; edifici in stile moresco, palme e fiesta ci fa subito ricordare che siamo in Andalucia, per molti la vera spagna, la vera anima iberica. Detto questo passeggiare per le vie di Sevvilla è veramente piacevole per poi perdersi tra le mura dell’alcazar, visitare la cattedrale (nella quale è custidita la tomba di Cristoforo Colombo) fino a raggiungere la splendida e ammaliante Plaza de Espana. Al ristorante “Robles” consumiamo forse la miglior cena da quando siamo partiti.

Il tempo tiranno ci impone di ripartire per raggiungere la nostra ultima tappa, Barcellona, vogliamo però alternare, come nostro solito, la lunga trasferta autostradale con la scalata alla Sierra Nevada, indicata sulle nostre cartine come la “Carretera mas alta d’Europa”!!!! Colpo di scena una volta arrivati in cima ci ritroviamo di fronte a una guardiola dove l’addetto ci intima l’alt e pacatamente ci spiega che la strada è chiusa ormai da sei anni poichè attraversa un parco naturale: come dire la Sierra e sta sierra….ta!!!!!Così giriamo le nostre cavalcature, mettiamo nel bauletto il pacco e ritorniamo sui nostri passi…… Autostrada fino a Denia (Valencia) dove facciamo una sosta tecnica, siamo stanchi e decidiamo di pernottare qui, in “costa blanca”(www.costablanca.org), anche se l’impresa sarà più ardua del previsto, alla fine troviamo un lussuoso albergo con tutti i confort.. naturalmente anche la piscina!!!!Il tempo per una doccia e siamo già al ristorante (consigliatoci dall’albergo) per una sublime paella!!!

L’indomani siamo alla volta di Barcellona che ci attende con quasi 40 gradi!! Il nostro ostello è centralissimo, proprio sulla rambla e purtroppo costatiamo velocemente che è tanto economico quanto indigente…in breve una vera topaia! Poco importa sono gli ultimi giorni a nostra disposizione e ce li vogliamo godere in toto. La visita della città passa dalla tappe classiche: passeggiata sulla rambla, passeo de grazia , Casa Ballò, Sagrada Familia e Parc Guell……….inutile descrivere il genio di Gaudì, le parole potrebbero risultare inutili e poco esaustive per descrivere i capolavori di questo architetto unico al mondo. Il nostro consiglio: venite a vedere con i vostri occhi!
Città ricca di vita e cosmopolita saprà catturarvi come nessun’ altra e farvi trascinare tra i suoi quartieri dal flusso incessante di persone sarà un piacere mai provato prima…assolutamente da visitare e da vivere!!!

Il tutto si conclude con il rientro lungo i 1200km. di autostrada che ci separano dall’Italia.

By Elvis “T2R Staff

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